16 Dicembre 2005

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e qualcosa certo non da meno
ha preso vita per impadronirsi tutto di me,
proiettandomi in un paradiso
(non ci pensate...artificiale non è):

contagiosamente un batticuore
da magnifica ed emozionale elettricità.

Girami dentro dunque, non ti fermare,
sono a regola d'arte, sono come mi vuoi.
Ti giro dentro, che mi va di parlare
della cosa speciale che succede fra noi.

Più veloce di un mortal veleno
hai bloccato i gangli della mia normalità
e nell'estasi mi sono arreso
alla tua irresistibile musicalità.

Ti ho voluto senza pormi freno
e mi hai pervaso quasi fossi la mia divinità.
Ora che son fuori dal paradiso
lascia con me le tue sonorità

per tenere vivo un batticuore
da magnifica ed emozionale elettricità.

Girami dentro dunque, non ti fermare,
sono a regola d'arte, sono come mi vuoi.
Ti giro dentro che mi va di parlare
della cosa speciale che succede fra noi.
Quando il crescendo arriva fatti guardare:
sarò in fregola d'arte, proprio come mi vuoi.
Suonami dentro, che mi va di parlare
dell'orgasmo finale che si sfoga tra noi.




LAURA

E scrive, scrive, scrive tutto quanto
e non si sbaglia mai,
con la precisione
del poeta che non sbaglia mai.

E chi la leggerà
e si innamorerà
sicuro troverà
da qualche parte scritto
"E' troppo tardi...Laura"

Prega, Laura, l'amore
che venga come il sole
incontro al buio va
e che giri come il globo
della terra il quale, poi,
verso il buio
la riporterà.

Prega, Laura, l'amore
perchè si prega ciò che
forse mai si avrà:
e quando crede vera
questa cosa, si dispera
in un sorriso che
sa d'infelicità.

Sogna che l'amore sia il ripudio della realtà
come una follia tanto bella quanto ineffabile.
E sente con la sua miserabile lucidità
che quella condizione non le sarà accessibile.

E scrive, scrive, scrive...

SCHIELE LEI ME

Schiele, lei, me
Schiele, calma sensuale e lei,
come stregata
da un corpo scheletrito,
che posa ai suoi occhi con colpa fiaccata.

Scalda l'ambiente un camino,
che ha un fuoco sinuoso
e che volteggia senza peso
dove i suoi piedi stanno molli e a riposo.

Entro in quello che vedo
e la penso rivolta verso di me,
per un istante.
"Vedi lo stesso disegno?"
le chiedo giocando a far l'altro e non me.

Guardo quel suo guardare
quell'uomo confuso
e sono voluttuosi
quei suoi pensieri che le oscurano il viso.

Mi chiedo se lei sa
che dietro la sua schiena abbronzata
c'è un tale scheletrito
in questo Hotel muto in questa muta vallata.

Entro in quello che vedo
e la penso rivolta verso di me,
"Vedi lo stesso disegno?"
le chiedo giocando a far l'altro e non me.

A far l'altro e non me.

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Porta un respiro azzurro chiaro
con movenze rosa polvere,
dal nero del tuo venir piano
che sta per sopraggiungere.
Lilla è l'ombra del sorriso
che s'apre su di me:
diventa albicocca intorno al viso...
(è qui per farsi mordere?)

La tua danza è sospesa:
è per dirmi che ora tocca a me?




L'ABBRACCIO

Un giorno o l'altro sai che cosa ti faccio?
Dal nulla sferico che da me ti aspetti
io balzerò e in un oplà
ti stregherò l'anima.

Come un rapace, su te, dalla sua roccia,
artiglierò le vie dei tuoi affetti,
le strozzerò e rimarrai
impressa e attonita.

E un giorno o l'altro sai che cosa ti aspetta?
La stessa meraviglia di un pugno in faccia
venuto per necessità
a dire la sua verità.

Ma io sarò capace, come saetta,
di far terra bruciata, e tanta pioggia
rovescerò benefica.
Indra sarò, salvifica.

Un giorno o l'altro che sia un sogno non si sa,
ma se succede io ti rubo l'anima.
Io so che un sogno i testimoni non ce li ha,
ma voglio essere ladro anche nella realtà.

Un giorno o l'altro io prendo coraggio e ti abbraccio.

Io ti abbraccio.

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